Ok, lo so che sono pazza a pubblicare una versione all'una di notte. Ma è il laino che rende pazzi furiosi, per cui leggete attentamnete il foglio illustrativo, perchè può provocare effetti indesiderati, anche gravi!
Il senato dichiara guerra a Filippo:
Anno quingentesimo quinquagesimo primo ab urbe condita bellum cum rege Philippo inutum est, paucis mensibus post Carthaginiensibus datam. Primus eam rem Publius Sulpicius consul ad senatum rettulit, qui decrevit ut consules maioribus hostiis rem divinam facerent; post hanc rem divinam ut de republica deque provinciis senatum consulerent. Per eos dies etiam litterae a Marco Aurelio legato et a Marco Valerio Levino propraetore allatae sunt et Atheniensium nova legatio venit. quae regem appropinquare suis finibus nuntiaret neque ullo modo impediri posse, nisi a Romanis auxilium mitteretur, quin brevi non agri solum sed ipsa urbs Athenae in dicionem regis veniret. Litterae Aurelii Valeriique lectae sunt et legati Atheniensium auditi. Deinde senatus statuit ut soccis gratiae agerentur quod de fide Romana non dubitavissent neque tumuissent ne a populo Romano socii desererentur. Post haec placuit ut Philippo, Macedonum regi, indiceretur bellum neque consules dubitarent statim ad Macedoniam proficisci.
Traduzione:
La guerra contro il re Filippo scoppiò nel cinquecentocinqyìuantunesimo anno dalla fondazione di Roma, pochi mesi dopo la pace concessa ai Cartaginesi. Publio Sulpicio riferì in primo luogo, quella faccenda al Senato, che decretò che i consoli celebrassero una cerimonia per gli dèi con le vittime sacrificali adulte; dopo tale cerimonia (disse) che (essi) dovevano riferire al Senato riguardo lo Stato e le province. Durante quei giorni furono recati lettere dal legato Marco Aurelio e dal pretore Marco Valerio Levino, e giunse una nuova delegazione di Ateniesi, che annunciava che il re si stava avvicinando ai loro confini, e in breve tempo non solo le campagne ma la stessa città di Atene sarebbero venuti in potere del re. Le lettere di Aurelio e Valerio vennero letti, e gli ambasciatori degli ateniesi furono ascoltati. Allora fu fatto un consiglio del senato per ringraziare gli alleati perché non avevano dubitato della fedeltà di Roma. Dopo di ciò, mandando aiuto si stabilì che fosse allestita formalmente guerra a Filippo, re di Macedonia.
Spero di essere stata utile, alla prosima!
mercoledì 14 luglio 2010
Broken Heart
Stasera invece ho deciso di parlare di un'esperienza personale. Perchè questo è il mio blog, e scrivo quello che voglio. No, non sono diventata pazza all'improvviso, ho solamente avuto la serata più schifosa di tutto l'anno.
Bhe, non so da dove partire. Un giorno sono sicura che scriverò un libro sulla persona che mi ha spezzato il cuore. Non lo infamerò, al contrario di quello che molti di voi staranno già pensando. La sua storia è come quella dei film, sul serio. Non voglio anticipare niente, altrimenti mi potete rubare il copywright! Scerzi a parte, avete presente, per l'appunto come nei film, la ragazza che il protagonista incontra, quella che sostituisce la sua metà? Esatto, io ero parte del film della sua vita, e facevo quella ragazza, quella che si intrometteva in una perfetta storia d'amore, ma che alla fine è scaricata. La ragazza sta antipatica a tutti, è lei la TROIA (perdonatemi il termine) che svia una fantastica love story. Mai nessuno però ha pensato a come si sente la ragazza/sostituto alla fine. E' stata un'emozone orribile: mi veniva da piangere, ma non l'ho fatto (perchè è decisamente inutile, per come la penso io), avevo bisogno di vomitare, eppure non ci riuscivo, e, come cigliegina sulla torta, ho mantenuto un perfetto finto sorriso ridendo e scherzando con i miei amici. Non mi sono mai sentita così. Spero non capiti a nessuno di voi, non lo augurerei neanche al peggiore dei miei nemici.
Concludo, magari in modo banale, con una citazione:
"Cos' when a heart breaks, no it don't break even"
"Perchè quando un cuore si spezza, non si soffre mai tutte due allo stesso modo"
The script - Breakeven
Bhe, non so da dove partire. Un giorno sono sicura che scriverò un libro sulla persona che mi ha spezzato il cuore. Non lo infamerò, al contrario di quello che molti di voi staranno già pensando. La sua storia è come quella dei film, sul serio. Non voglio anticipare niente, altrimenti mi potete rubare il copywright! Scerzi a parte, avete presente, per l'appunto come nei film, la ragazza che il protagonista incontra, quella che sostituisce la sua metà? Esatto, io ero parte del film della sua vita, e facevo quella ragazza, quella che si intrometteva in una perfetta storia d'amore, ma che alla fine è scaricata. La ragazza sta antipatica a tutti, è lei la TROIA (perdonatemi il termine) che svia una fantastica love story. Mai nessuno però ha pensato a come si sente la ragazza/sostituto alla fine. E' stata un'emozone orribile: mi veniva da piangere, ma non l'ho fatto (perchè è decisamente inutile, per come la penso io), avevo bisogno di vomitare, eppure non ci riuscivo, e, come cigliegina sulla torta, ho mantenuto un perfetto finto sorriso ridendo e scherzando con i miei amici. Non mi sono mai sentita così. Spero non capiti a nessuno di voi, non lo augurerei neanche al peggiore dei miei nemici.
Concludo, magari in modo banale, con una citazione:
"Cos' when a heart breaks, no it don't break even"
"Perchè quando un cuore si spezza, non si soffre mai tutte due allo stesso modo"
The script - Breakeven
martedì 13 luglio 2010
Versione I
Ora passiamo al Latino.
Spesso le versioni che si trovano in rete sono tradotte non letteralmente, e ciò il povero studente di latino non può tollerarlo visto che la prof se ne accorgerebbe di sicuro. Ora, so che non è una cosa molto onesta, ma voglio dare anche io il mio contributo, come io a volte ricevo il vostro, con poche versioni, ma almeno corrette!
Questa sarà la prima:
Filosofia e Virtù
Quis dubitare, mi Lucili, potest, quin deorum inmortalium munus sit quod vivimus, philosophiae quod bene vivimus? Itaque plus huic nos debemus quam dis, sic ut maius beneficium est bona vita quam vita. Philosophiam di ipsi nobis tribuerunt, cuius scientiam nuli dederunt, facultatem omnibus. Nam philosophiam bonum vulgare di non fecerunt et nos prudentes non nascimur, ergo sapientia hoc in se optimum habet, quod illam sibi quisque parare debet, quod non ab alio petitur. Huius doctrinae opus unum estde divinis humanisque verum invenire: non dubium est quin ab hac numquam recedant religio, pietas, iustitia et comitatus ceterarum virtutum consertarum et inter se cohaerentium. Philosophia docuit colere divina, humana diligere, et penes deos imperium esse, inter homines consortium.
E ora traduzione:
O mio Lucilio, chi può dubitare che non sia un dono degli dèi immortali che viviamo, della filosofia che viviamo bene? Dunque, noi dovremmo avere un debito maggiore verso la filosofia che non verso gli dèi, in quanto una vita buona è certamente un beneficio maggiore rispetto a una vita. Gli dei stessi ci hanno dato la filosofia: non hanno dato a nessuno la conoscenza di essa, a tutti la possibilità. Infatti gli dei non fecero della filosofia un bene comune e noi non nasciamo saggi, pertanto questo ha in sé di straordinario: di non essere tra le cose fortuite. Ora, questo c’è di prezioso e di stupefacente in essa: che non capita a caso, che ciascuno deve procurarsela per sè, che non si chiede ad un altro. Il compito di questa disciplina è scoprire la verità sul divino e sull'umano; non c’ è dubbio che da essa non si staccano mai la religione, il senso del dovere, la giustizia e l’ insieme delle altre virtù collegate ad essa ed unite tra di loro. La filosofia ci ha insegnato a venerare gli dèi, ad amare gli uomini, e che il comando è in mano agli dei, che tra gli uomini c’è partecipazione.
Spesso le versioni che si trovano in rete sono tradotte non letteralmente, e ciò il povero studente di latino non può tollerarlo visto che la prof se ne accorgerebbe di sicuro. Ora, so che non è una cosa molto onesta, ma voglio dare anche io il mio contributo, come io a volte ricevo il vostro, con poche versioni, ma almeno corrette!
Questa sarà la prima:
Filosofia e Virtù
Quis dubitare, mi Lucili, potest, quin deorum inmortalium munus sit quod vivimus, philosophiae quod bene vivimus? Itaque plus huic nos debemus quam dis, sic ut maius beneficium est bona vita quam vita. Philosophiam di ipsi nobis tribuerunt, cuius scientiam nuli dederunt, facultatem omnibus. Nam philosophiam bonum vulgare di non fecerunt et nos prudentes non nascimur, ergo sapientia hoc in se optimum habet, quod illam sibi quisque parare debet, quod non ab alio petitur. Huius doctrinae opus unum estde divinis humanisque verum invenire: non dubium est quin ab hac numquam recedant religio, pietas, iustitia et comitatus ceterarum virtutum consertarum et inter se cohaerentium. Philosophia docuit colere divina, humana diligere, et penes deos imperium esse, inter homines consortium.
E ora traduzione:
O mio Lucilio, chi può dubitare che non sia un dono degli dèi immortali che viviamo, della filosofia che viviamo bene? Dunque, noi dovremmo avere un debito maggiore verso la filosofia che non verso gli dèi, in quanto una vita buona è certamente un beneficio maggiore rispetto a una vita. Gli dei stessi ci hanno dato la filosofia: non hanno dato a nessuno la conoscenza di essa, a tutti la possibilità. Infatti gli dei non fecero della filosofia un bene comune e noi non nasciamo saggi, pertanto questo ha in sé di straordinario: di non essere tra le cose fortuite. Ora, questo c’è di prezioso e di stupefacente in essa: che non capita a caso, che ciascuno deve procurarsela per sè, che non si chiede ad un altro. Il compito di questa disciplina è scoprire la verità sul divino e sull'umano; non c’ è dubbio che da essa non si staccano mai la religione, il senso del dovere, la giustizia e l’ insieme delle altre virtù collegate ad essa ed unite tra di loro. La filosofia ci ha insegnato a venerare gli dèi, ad amare gli uomini, e che il comando è in mano agli dei, che tra gli uomini c’è partecipazione.
Torta facile, veloce e leggera!
Stamattina sono abbastanza in ansia.
Quando sono in questo stato, è piuttosto difficile calmarmi, per cui ci sono due soluzioni possibili: mangiare o tenermi occupata con qualcosa.
Quando sono in questo stato, è piuttosto difficile calmarmi, per cui ci sono due soluzioni possibili: mangiare o tenermi occupata con qualcosa.
Anche se aprire un vasetto di Nutella da mezzo chilo mi semrava essere un proposta comoda ed invitante, sono riuscita a resistere. Come?! E' stata dura, ma alla fine ho trovato il metodo.
Ho messo i Muse nello stereo e ho cominciato a cucinare una torta. E' semplicissima, richiede ingredienti che di solito si tengono in casa, veloce e leggera. Ma sopratutto veramente gustosa!
Ecco la ricetta, nel caso vogliate provarla:
Innanzitutto accendete il forno a 170°/180°
Ora in una ciotola aggiungete:
- 300g di farina
- 200g di zucchero
- 3 uova (sia tuorlo che albume)
- 1 tazzina da caffè di olio d'oliva
- 1 bustina di lievito per dolci
- il succo di un limone/arancia (dovete coprire il sapore di olio, ma non preoccupatevi se si sente ancora un po' nell'impasto, se vi sebra troppo invece aggiungetene ancora un po')
- 1 pizzico di sale
- 1 spruzzata di cognac
Mescolate il tutto fino ad ottenere un'impasto imogeneo.
Ora scegliete della frutta dura (io ho usato due o tre pesche, ma anche le mele sono ottime) e tagliatela a dadi, quindi aggiungetela nella terrina.
Mescolate in modo che i pezzetti di frutta siano presenti in tutto l'impasto.
Infornate per 40 minuti circa.Quando il forno suona, la vostra torta è (o almeno dovrebbe) essere pronta. Lasciatela raffreddare e gustatevela.
Spero di essere stata utile, io adoro cucinare, quindi scriverò altre ricette.
Il primo saluto non si scorda mai
Buongiorno.
Almeno è quello che mi hanno insegnato.
Prima di crearne uno tutto mio, sono andata a sbirciare i blog di amici e conoscenti.
Devo ammetterlo, a prima vista possono essere emozioananti: grafica spettacolare, scritte multicolore e vari effetti speciali. Eppure, dopo essermi abituata a tutto questo sfavillio mi sono accorta di una cosa veramente importante. Dopo una presentazione scritta nella perfezione di un tema di maurità, traboccante di citazioni, ho notato una piccola pecca in tutto ciò. Nessuno di loro si era veramente presentato: nessuno aveva minimamente accennato a cosa volesse fare, di quali argomenti volesse parlare. Erano tutti solamente un guscio vuoto, senza sostanza. Magari io non posso essere migliore, ma siccome dagli errori si impara, lo provo a fare anche io.
Lo so che scrivere un blog è più una soddisfazione personale che un qualcosa per gli altri, non mi aspetto infatti di avere lettori, al massimo, se sono ottimista, solo cinque o sei per compassione.
Ma passiamo alle presentazioni ufficiali: il mio nome è Vale, e frequnto il liceo scientifico.
Questo blog non è finalizzato ad un solo argomento. Come persona, sono molto curiosa, e mi interesso un po' di tutto. Spazierò dai racconti alla cucina, dalla politica agli insidiosi compiti di latino, che fanno piangere ogni studente. Adoro i film e lo sport (sopratutto il calcio e la pallavolo), ma anche i videogiochi non mi dispiacciono, se giocati in compagnia.
Spero di essere stata piuttosto chiara.
Un saluto ai miei futuri cinque compassionevoli lettori.
Vale
Almeno è quello che mi hanno insegnato.
Prima di crearne uno tutto mio, sono andata a sbirciare i blog di amici e conoscenti.
Devo ammetterlo, a prima vista possono essere emozioananti: grafica spettacolare, scritte multicolore e vari effetti speciali. Eppure, dopo essermi abituata a tutto questo sfavillio mi sono accorta di una cosa veramente importante. Dopo una presentazione scritta nella perfezione di un tema di maurità, traboccante di citazioni, ho notato una piccola pecca in tutto ciò. Nessuno di loro si era veramente presentato: nessuno aveva minimamente accennato a cosa volesse fare, di quali argomenti volesse parlare. Erano tutti solamente un guscio vuoto, senza sostanza. Magari io non posso essere migliore, ma siccome dagli errori si impara, lo provo a fare anche io.
Lo so che scrivere un blog è più una soddisfazione personale che un qualcosa per gli altri, non mi aspetto infatti di avere lettori, al massimo, se sono ottimista, solo cinque o sei per compassione.
Ma passiamo alle presentazioni ufficiali: il mio nome è Vale, e frequnto il liceo scientifico.
Questo blog non è finalizzato ad un solo argomento. Come persona, sono molto curiosa, e mi interesso un po' di tutto. Spazierò dai racconti alla cucina, dalla politica agli insidiosi compiti di latino, che fanno piangere ogni studente. Adoro i film e lo sport (sopratutto il calcio e la pallavolo), ma anche i videogiochi non mi dispiacciono, se giocati in compagnia.
Spero di essere stata piuttosto chiara.
Un saluto ai miei futuri cinque compassionevoli lettori.
Vale
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